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La tolettatura




Il gatto è in grado di provvedere in modo totalmente autonomo alla tolettatura. La sua lingua “dentellata”, infatti, ha una sorta di azione raschiante che rimuove i peli volanti e stimola la produzione dell’olio naturale della pelle per agevolarne l’impermeabilizzazione e l’isolamento. Nonostante ciò, in più di un’occasione, sarà richiesto anche il nostro intervento. Aiutarlo a lavarsi, coinvolgendo i bambini se ne abbiamo, è anche un modo per rafforzare il legame con lui e controllare che non abbia ferite, gonfiori e parassiti.
Se il micio a pelo corto necessita di una spazzolata (partendo dalla testa fino alla coda) una volta a settimana, quello a pelo lungo, soggetto alla formazione di nodi e grovigli, richiede una tolettatura quotidiana in particolar modo dietro le orecchie, sull’inguine e intorno all’estremità posteriore. In questo caso è consigliabile un pettine a denti larghi. Se i nodi sono particolarmente difficili da districare possiamo aiutarci con le dita, intervenendo con le forbici solo se il gatto è particolarmente collaborativo e rimane fermo, altrimenti rischiamo di fargli male.
Quando cambiano il mantello si formano le palle di pelo che i gatti tendono ad ingoiare. Questi grovigli possono accumularsi nello stomaco e nell’intestino, provocando vomito, dolori e, nei casi più gravi, ostruzione intestinale. L’unico modo per ridurre la formazione di palle di pelo è quello di pettinarli giornalmente. La prima tolettatura non sarà piacevole: ecco perché è bene abituarlo sin da quando è piccolo per evitare che diventi ingestibile con il tempo. Un premio in cibo e un po’ di coccole renderanno l’impresa più facile.
La primavera è un periodo delicato per la muta del pelo. I gatti si liberano dei peli morti del mantello invernale per affrontare il caldo estivo. Sempre più spesso, però, a causa delle alte temperature capita che i felini cambino il pelo in autunno in concomitanza con l’accensione dei riscaldamenti. È bene, quindi, essere preparati anche a questa evenienza, aiutandoli a pettinarsi con una certa frequenza
 




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